Nuove province, più studenti: l’impegno sociale di Active Sport supera i confini bresciani

Mariagrazia Lumini parla di fronte a un gruppo di studenti: l'attività di sensibilizzazione nelle scuole piace sempre di più
Mariagrazia Lumini parla di fronte a un gruppo di studenti: l'attività di sensibilizzazione nelle scuole piace sempre di più

Brescia – Fin dai suoi albori, Active Sport non significa soltanto attività nel tennis in carrozzina e nel paraciclismo, con risultati di spessore a livello internazionale. Perché allo sport è da sempre abbinato anche un forte impegno sociale, sviluppato su più fronti. Uno dei principali è il lavoro di sensibilizzazione negli istituti scolastici, che attraverso le testimonianze dei volontari dell’associazione promuove temi legati alla sicurezza stradale e alla disabilità nello sport. Progetti che in quasi vent’anni hanno raggiunto numerose scuole e oltre 30.000 studenti, e continuano a crescere. “Per noi – dice Marco Colombo, presidente di Active Sport – si tratta di un impegno fondamentale, che mostra la vera anima dell’associazione. E che ci permette anche di coinvolgere attivamente quelle persone che, per condizione fisica o questioni anagrafiche, non possono praticare attività sportiva, ma ci tengono a dare ugualmente il proprio contributo”. L’iniziativa funziona sempre più: nata come un’attività a carattere bresciano, con lo storico progetto “Indietro non si torna”, negli ultimi tempi si è estesa anche nelle province di Cremona e Lodi, a dimostrazione di come Active Sport sia ormai un’eccellenza su scala nazionale. “Siamo onorati – prosegue – della stima di persone che in altri territori faticano a trovare realtà virtuose come la nostra, e felici che ci abbiano scelto per la qualità del nostro lavoro”. Lo sviluppo più importante è legato all’ingresso dei volontari di Active, guidati da Mariagrazia Lumini e Maurizio Antonini, all’interno del progetto “Un alcol test per la vita”, promosso dagli otto Club Rotary del Gruppo Francigeno, ossia quelli del Cremasco e del Lodigiano.

A fianco di Polizia Stradale e Croce Rossa, il gruppo di Active Sport porta la propria testimonianza relativa alla sicurezza stradale e al mondo della disabilità, più una parte pratica (attraverso pallamano e basket in carrozzina) che permette ai ragazzi di comprendere l’impegno e la volontà necessari per praticare uno sport paralimpico. Una decina gli incontri previsti per quest’anno scolastico, che raddoppiano considerando quelli sul territorio bresciano. “Da quando i Rotary ci hanno coinvolto – dice Mariagrazia Lumini –, il nostro impegno è andato sempre aumentando. Segno che le testimonianze che portiamo sono ritenute di grande valore”. Non potrebbe essere altrimenti, perché si tratta di spaccati di vita vera, da parte di persone che hanno subito, o causato, incidenti invalidanti. “Attraverso la nostra esperienza – continua – cerchiamo di promuovere il rispetto delle regole, a tutti i livelli, da parte di tutti. Nessuno deve sentirsi distante da certe tematiche, perché può capitare a chiunque di vedere la propria quotidianità cambiare in un attimo. Allo stesso tempo, lavoriamo per promuovere l’inclusione, mostrando come una disabilità non impedisca di vivere una vita normale. Talvolta basta solo adattare i propri sogni a certe condizioni”. Un lavoro non semplice, anche perché ogni volta obbliga a fare i conti col proprio passato. “Non è facile tirare fuori certe emozioni di fronte a persone che non si conoscono, ma ci stimola la volontà di fare del bene per il futuro dei ragazzi. E la loro risposta ci dimostra che è tempo ben speso: ci sono persone che si commuovono, altre visibilmente colpite, altre ancora entusiasmate dalla possibilità di provare la carrozzina. Le barriere culturali si superano anche così”.

Area download immagini